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Chi sono

Sono Alessia Giacomelli, biologa nutrizionista, e lavoro con un approccio non prescrittivo e non focalizzato sul peso.


Questo significa che nei miei percorsi non troverai diete, regole rigide o obiettivi di peso, ma uno spazio sicuro in cui esplorare il tuo rapporto con cibo, peso e corpo, in modo rispettoso, gentile e sostenibile.

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Il mio principale strumento di lavoro è l’Alimentazione Intuitiva, un approccio che aiuta a ritrovare fiducia nei segnali del corpo, a ridurre il controllo e a costruire un modo di nutrirsi che sia davvero tuo, e non imposto dall’esterno.

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Mi occupo anche di alimentazione vegetale: nel corso degli anni ho seguito diversi corsi per approfondire e perfezionare le mie conoscenze in questo ambito.

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Ho inoltre seguito un master in Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DCA/DNA), perché per me è fondamentale lavorare con consapevolezza, responsabilità e attenzione alla vulnerabilità che spesso accompagna il rapporto con il cibo.

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Non credo in un unico modo “giusto” di mangiare, ma in percorsi che tengano conto delle scelte, dei bisogni e della storia di ciascunÉ™.

Il mio percorso

La nutrizione umana è sempre stata una mia grande passione. Amo cucinare, ma soprattutto amo mangiare cose buone, e sono sempre stata curiosa di capire come funzionano gli alimenti, il corpo e la relazione tra i due.

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Per molti anni, però, ho avuto un rapporto difficile con il mio corpo. Questo mi ha portata a iper-focalizzarmi sul cibo e a passare attraverso numerose diete restrittive, nel tentativo di “stare meglio”. Intorno a me vedevo persone con le stesse fatiche: con il peso, con il cibo, con l’immagine di sé.


In quel momento mi sentivo anche molto persa rispetto al mio futuro, e proprio da lì è nata la scelta di iscrivermi a Nutrizione Umana: con il desiderio di capire, di imparare e di trovare una nuova strada.

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Nello stesso periodo avevo iniziato un percorso verso un’alimentazione più vegetale, per cercare di ridurre il mio impatto sul pianeta. Volevo farlo in modo informato, senza mettere a rischio la mia salute, e anche per dimostrare che è possibile mangiare in modo vegetale e stare bene.

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Poco dopo l’inizio degli studi ho scoperto quasi per caso gli approcci non prescrittivi e non focalizzati sul peso. È stato come concretizzare qualcosa che sentivo da tempo: che la salute non si misura con una bilancia.


Da lì è iniziato il mio vero percorso: informarmi, studiare, mettere in discussione la cultura della dieta e la grassofobia interiorizzata, e costruire pian piano la mia identità professionale.

La scelta dell'approccio

Ho scelto di lavorare con un approccio non prescrittivo perché, per me, è l’unico modo etico di fare questo lavoro.


So cosa significa iniziare una dieta con speranza e terminarla con senso di fallimento. So cosa significa sentirsi “sbagliatÉ™” perché il corpo non risponde come ci si aspetta. E non voglio che questo continui a succedere nello spazio che creo con le persone che seguo.

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Credo profondamente nell’autodeterminazione: ogni persona è l’esperta del proprio corpo e della propria vita. Il mio ruolo non è controllare, giudicare o imporre, ma accompagnare, informare e sostenere.


Non amo i paternalismi, soprattutto quando si parla di salute: rispetto, ascolto e collaborazione sono per me le basi di qualsiasi percorso.

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